Backup, DR e business continuity

Ransomware: costi in crescita del 200% per le PMI

25 Novembre 2019

Ormai è più di un lustro che su questo blog o su altri lidi si parla di ransomware.

E il fatto che il termine sia un po' meno "fashion" rispetto a qualche anno fa non deve trarre in inganno: ogni giorno nuove e pericolose forme di ransomware continuano a nascere e a mietere vittime.

Tra queste spiccano piccole e medie imprese come quelle dei tuoi clienti, che spesso non sono dotate degli strumenti giusti per fronteggiare queste minacce o per ripartire in caso di cifratura dei dati aziendali.

Ma quanto è diffuso davvero il ransomware oggi? E quanti danni sta causando?

Ad aiutarci a rispondere a queste domande c'è l'ultimo Global State of the Channel Ransomware Reportil report annuale realizzato da Datto intervistando 1400 MSP (Managed Service Provider) provenienti da tutto il mondo.
 

Tablet cyber security

I dati del ransomware

L'85% degli MSP intervistati segnala attacchi ai danni delle piccole e medie imprese negli ultimi due anni (di cui il 56% solo nella prima metà del 2019), dato in aumento rispetto al 79% riferito nel 2018.

Questo dato può darti un'idea del livello di diffusione che questo fenomeno ha raggiunto.

Nonostante la grande diffusione solo il 28% degli MSP individua consapevolezza del problema da parte dei propri clienti.

Il dato più eclatante è sicuramente quello che riguarda il costo medio di un fermo dei sistemi: 141 mila dollari. Un aumento del 200% rispetto ai circa 46 mila dollari dello scorso anno.

Il costo di un fermo dei sistemi è nettamente superiore anche al costo medio di una richiesta di riscatto, corrispondente a 5.900 dollari.

Hai letto bene: il downtime costa 23 volte il prezzo che i cyber criminali chiedono per la decryption dei dati.

Cosa fare e come proteggersi

A questo punto avrai capito che l'infezione ransomware è solo una parte del problema. 

I costi, quelli veri, si nascondono dietro l'indisponibilità dei sistemi IT.

Ed ecco spiegato perché, secondo il report di cui ti ho parlato sopra, le soluzioni di business continuity e disaster recovery (BCDR) continuano a essere tra le più efficaci nel ridurre l'impatto di un attacco ransomware.

Il 95% degli MSP, infatti, afferma che i propri clienti con soluzioni BCDR attive hanno meno probabilità di subire significativi fermi in caso di attacco. Inoltre, l'80% degli MSP dichiara che i clienti che hanno subito attacchi di questo tipo, dotati di strumenti BCDR, si sono ripresi in 24 ore o meno.

Questi sono solo alcuni dati significativi, ma non finisce qui. 

Se ti interessa approfondire e leggere tutti i numeri del ransomware, puoi scaricare il report completo da qui.

 

 
Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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