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Responsabilità fiscale negli appalti

22 Novembre 2012

Nel Decreto Sviluppo è stata aumentata la responsabilità fiscale in caso di appalto.

Questa norma riguarda, tra gli altri, chi eroga servizi IT per cui proponiamo una prima infarinatura grazie al contributo del Dott. Jacopo Doveri e consigliamo di mettersi in contatto con i propri professionisti per stabilire il piano di azione.

La materia è in divenire ma la sintesi è che procede la tendenza dell’Agenzia delle Entrate a coinvolgere i contribuenti nell’opera di lotta all’evasione.
Una sorta di crowdsourcing a fini di controllo fiscale. Imposto però ;). 

 

Nella fattispecie se ci si rivolge a fornitori truffaldini che non pagano IVA e ritenute si può essere chiamati in causa con sanzioni che vanno dai 5.000 ai 200.000 euro. Ripeto, il cliente può essere chiamato in correo per mancanze del fornitore.
Per dormire sonni tranquilli il cliente può pretendere dal fornitore una prova che quest’ultimo sia in regola con i versamenti. Questa prova può anche essere una autocertificazione.

Attenzione: la responsabilità del cliente comincia nel momento del pagamento.
Quindi il cliente è legittimato a non pagare la fattura relativa ai servizi ricevuti fino a quando non è in possesso della prova che il fornitore ha pagato l’IVA e le ritenute per i dipendenti che hanno contribuito all’erogazione del servizio (se il servizio è erogato appoggiandosi a subfornitori, ad esempio consulenti informatici, il discorso si complica ulteriormente ma non lo affrontiamo qui).

Pertanto è consigliabile inviare questa autocertificazione con PEC o simili, per evitare che clienti fantasiosi aggiungano questa scusa al già nutrito ventaglio di giustificazioni per i mancati pagamenti. Se non arrivano chiarimenti dall’Agenzia è necessaria una autocertificazione per ciascuna fattura emessa.
Il che naturalmente provoca una complessità operativa mostruosa: per questo reitero l’esortazione a consultare il proprio commercialista o il proprio legale per decidere la strategia da seguire.

Ultima nota.
Oltre a essere fornitore, chi eroga servizi IT è anche cliente: attenzione quindi ai fornitori di servizio che scegliete voi: la buona fede non vale più.

Autore
Andrea Veca
Sono nato nel 1967 a Milano dove ho frequentato con successo le elementari di via Stoppani. Qualche anno dopo, nel 1992, mi sono laureato in ingegneria elettronica, al Politecnico di Milano. Nel frattempo ho conseguito un master presso il centro Cefriel nell'area Network Systems; spiegare agli stranieri come il diploma di master sia arrivato prima della laurea è sempre motivo di grande divertimento. In attesa di servire lo Stato ho trascorso qualche mese a Vienna, lavorando per la società di consulenza Austroconsult (che bella Vienna, chi vi dice che è una città morta non ci è mai stato). Alla fine lo Stato l'ho servito e sono stato ufficiale di complemento in Marina: un anno a Roma a occuparmi di sicurezza dell'informazione, anzi di come sfondare l'altrui sicurezza dell'informazione (che bella Roma, chi vi dice che non è la città più bella del mondo non ci è mai stato). Congedatomi nel 1994 ho costituito Achab il 19 luglio insieme ad alcuni amici. Visione chiara, richiamo della missione, do or die, opportunità da non perdere? Macché: puro caso e poche idee (confuse). Verso la fine del 1998 padroneggiavo il concetto di fattura quando è cominciato il delirio dot com che ci ha fatto trascorrere due o tre anni pieni di follia e divertimento. Due tentativi di acquisizione, la possibile entrata nel capitale di una merchant bank (qualche giorno prima dell'undici settembre abbiamo pensato che non fosse il caso di concludere: è andata bene a entrambi) e una pletora di progetti assurdi in cui si lanciava con grande spregio dei fondamentali. Nel 2003 ci si è dati tutti una calmata. Nel 2007 ho costituito una nuova società, CiDica, destinata a rivoluzionare il modo in cui si erogavano i servizi IT. Ero fermamente determinato a non ripetere gli errori commessi ai tempi della nascita di Achab. E ho mantenuto questa promessa; in compenso ne ho fatto una valanga di altri per cui, visti i cieli plumbei del 2008, ho pensato di liquidare il tutto prima che qualcuno si facesse male. Oggi continuo a lavorare in Achab con grande soddisfazione. Lavoro attivamente a RadioAchab, il podcast per chi si occupa di IT. Appena posso vado a parlare da chi ha voglia di ascoltarmi. Se ti serve un keynote speaker, fammi un fischio. Mi trovi su LinkedInFacebook e Twitter. 31/1/2020: a Pontedera per festeggiare i quarant'anni di PC System Andrea Veca keynote speaker per i 40 anni di PC System 30/1/2020: a Cesenatico a parlare di Comanaged IT a #TCON2020, organizzata da T-Consulting Andrea Veca keynote speaker a TCon2020 organizzata da T-Consulting
Commenti (5)

Perfetto, quindi è un pò come dicevo io nel chatter. Il mio commercialista mi ha dato un modello di autocertificazione standard, magari è utile postarlo in chatter?

Angelo Luciano,

Grazie Angelo e Andrea, trovato! Vedo molta confusione in giro su questo provvedimento. Il cliente che me lo aveva chiesto, ora dice che ‘forse’ non è piu’ necessario, riguarderebbe solo gli ‘edili’.
Finchè non me lo richiedono espressamente, io non rilascio nessuna certificazione.
Ne approfitto per augurarvi buon Natale.

marco

Marco,

Grazie Angelo, un esempio di autocertificazione sarebbe molto utile sul blog.
Un mio cliente mi ha appena chiesto questa documentazione per pagarmi una fattura di consulenza.

Marco,

Ciao @Marco, il documento l’ho postato nel chatter con data il giorno dopo di questo messaggio. Qui non vedo possibilità di postare allegati, mentre se accedi all’area riservata nel chatter lo trovi. Se non accedere puoi fammi sapere che troviamo un altro modo. Ciao!

Angelo Luciano,

Mi permetto di pubblicare io il documento gentilmente condiviso da Angelo: eccolo qui.

Andrea Veca,

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