Soluzioni tecniche

Semplici consigli per migliorare la strategia di backup offsite

31 Luglio 2014
Il backup offsite è importante. Davvero.
Se non sei consapevole di questo, i casi sono due: o non stai facendo il lavoro nel migliore dei modi o la tua azienda è stata fortunata a non aver (ancora) perso dati importanti. È probabile che la tua azienda sia già cosciente dell'importanza di questo accorgimento e abbia quindi implementato una strategia per il backup offsite: ma è davvero efficace quanto potrebbe (dovrebbe) essere?
Niente è peggio che investire tonnellate di risorse (soldi, tempo e persone) in un piano di backup e poi perdere comunque tutto a causa di una semplice omissione (va bene, magari far cadere per terra uno smartphone nuovo di zecca è peggio… ma non apriamo questa discussione). Per fortuna esistono alcune semplici procedure che puoi seguire per accertarti che le tue tattiche di backup offsite siano solide.
 
Prius a parte, quel che ti serve è l'ibrido
 



Non lasciarti fuorviare dalla Toyota: quando si tratta di backup offsite, l'ibrido è assolutamente la cosa giusta. Più diversificata sarà la tua strategia di backup, meno probabilità avrai di perdere tutto a causa di un singolo evento disastroso.
Questo significa portare i dati importanti fuori dalla propria sede e metterli lontani, al sicuro. Nell'era digitale può essere allettante affidarsi a tecnologie come il cloud e mettersi nelle mani di Amazon o Google, ma ci sono varie ragioni per le quali non bisognerebbe mai fidarsi ciecamente e in maniera incondizionata dei backup online, così come negli investimenti finanziari non si deve scommettere tutto su una sola risorsa. Ricorri pure al cloud, se vuoi, ma se tieni veramente alla sicurezza dei dati della tua azienda allora il cloud dovrebbe essere solo un componente di una più ampia strategia offsite complessiva.
Per una protezione completa dei dati è una buona idea affiancare il cloud con backup su nastro o hard disk che vengono ruotati regolarmente verso una destinazione offsite sicura dove conservarli.
 
Un backup offsite serve a poco se non c'è ridondanza

Su questo non ci dovrebbe essere da discutere.
Quel che serve nella maggioranza dei casi sono backup incrementali giornalieri onsite e backup completi conservati offsite in almeno un'altra destinazione sicura. I costi sono certo un elemento di cui tenere conto, ma se si possono conservare backup di archivio in più di una destinazione esterna (o anche in un'area geografica differente) tanto meglio. Un'adeguata ridondanza ti garantisce che, in caso di perdita di dati, avrai a disposizione dei backup; e in caso di perdita dei backup, avrai a disposizione… beh, degli altri backup. Senza una ridondanza sufficiente, i tuoi backup corrono dei rischi.
Anche se usi dei backup nel cloud, la ridondanza è possibile e comunque importante. Parla con il tuo fornitore circa la possibilità di conservare i dati in data center situati in località differenti: potrà costare qualcosa di più, ma certamente vale la spesa.
Sì, perché anche i datacenter vanno a fuoco, come successo nel 2011.

I dati non sono tutti uguali
 



Prima di precipitarti a spostare tutto offsite, la tua azienda dovrebbe identificare i dati più importanti. La programmazione dei backup offsite dovrebbe tenere conto dei dati la cui perdita avrebbe gli effetti peggiori sul business e della velocità alla quale essi dovrebbero essere ripristinati in caso di disastro.
Per la maggior parte delle aziende, i dati più importanti si trovano all'interno di server, database e programmi di contabilità o gestionali. Tutti questi dati devono essere copiati e spostati offsite con regolarità, idealmente almeno una volta alla settimana e certamente prima e dopo qualsiasi utilizzo o cambiamento significativo del sistema informatico. Altri file come documenti e posta elettronica dovrebbero essere probabilmente copiati ogni giorno, ma qui potrebbe non essere così essenziale spostarli offsite con la stessa frequenza (poi dipende da ciascuna azienda, ovviamente).
Per quanto i backup offsite siano cruciali, assicurati di avere anche copie sicure dei dati più importanti a portata di mano, dal momento che nel caso di un evento disastroso che colpisca i dati questo accorgimento permetterà un ripristino più rapido.

Test, test e ancora test

L'ultima cosa che un sistemista desidera è quella di rispettare meticolosamente la routine dei backup offsite per poi scoprire in caso di disastro che tutti i backup sono rovinati. Credi che nessuno possa essere tanto sfortunato? Purtroppo sono cose che accadono.
Esiste un modo semplice per garantire che questo non succeda: eseguire regolarmente test di ripristino. Si dovrebbero effettuare prove di ripristino dei backup onsite e periodicamente collaudare le capacità di disaster recovery dei propri dati che si trovano offsite.
Ricorda infatti che spesso non è il backup ad avere problemi: è il ripristino!
 
(Tratto da BackupAssist Blog)
Autore
Claudio Panerai
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Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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