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Split Payment for dummies

29 Gennaio 2015

Premesse

  1. Il titolo corretto del post sarebbe Split Payment by a dummy nel senso che l’ho scritto io cercando di sintetizzare le informazioni raccolte in giro.
  2. Mi raccomando di consultare il commercialista alla luce del punto precedente. Questa è solo un’infarinatura scritta da un profano.
  3. L’argomento non c’entra con l’IT (mi scuso per questo): ne parlo perché numerosi clienti di Achab, ed Eroi dell’IT in generale, hanno a che fare con la Pubblica Amministrazione.

Split Payment: cosa cambia?


Di che cosa si tratta
 
A partire dal primo gennaio 2015 cambia il modo in cui si fattura agli enti della Pubblica Amministrazione. Per i riferimenti normativi precisi si veda la Lettera b) del co. 629 della Legge di Stabilità 2015 (L. 190/2014, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale numero 300 il 29 dicembre 2014, Suppl. Ordinario n. 99).

La sostanza è che l’IVA è versata dall’ente della P.A. (cioè il cliente) e non dal soggetto che emette fattura (cioè il fornitore che cede beni o prestazioni di servizi).

Uno penserebbe che allora si emettono le fatture senza IVA. 
Sbagliato: la fattura mostra l’IVA, ma questa viene pagata dal cliente e non dal fornitore.


Quale è la ratio

Qui mi lancio davvero senza rete.
Se ho capito bene è una questione di flussi di cassa.

Fino a prima di questa novità, la Pubblica Amministrazione pagava i fornitori dando loro anche l’IVA. Dopodiché i fornitori la versavano allo Stato e quindi l’importo dell’imposta tornava al mittente (al netto dell’IVA acquisti).

Però – a parte quelli che evadono l’IVA che dovrebbero stare in galera e basta – passava comunque un certo tempo prima che i fondi rientrassero. 

Con lo Split Payment invece i fondi non lasciano mai l’ovile.

È chiaro che la prospettiva di chi lavora molto con il Pubblico sia opposta: una valanga di IVA a credito che può avere un impatto più o meno devastante sui propri di flussi di cassa. È vero che pare che lo Stato consentirà di chiedere il saldo dell’IVA a credito, ma sicuramente dopo un certo tempo.

Che faccia ha la fattura

La fattura viene emessa normalmente ma vi deve comparire una dicitura particolare che richiami il fatto che l’IVA deve essere versata dal cliente.
Ad esempio si può scrivere: "Iva versata dal committente ai sensi dell’articolo 17-ter DPR 633/72".

Quindi riga per riga si indicano imponibile, aliquota e imposta e a fine fattura le somme di imponibile e imposta e il totale, come si è sempre fatto.

E poi si aggiunge la dicitura che fa riferimento allo Split Payment, come quella dell’esempio.

A quali fatture si applica

A tutte le fatture emesse alla P.A. dal primo gennaio 2015 in avanti.

Gli enti coinvolti sono tutti quelli della Pubblica Amministrazione: Stato, Organi dello Stato anche se dotati di personalità giuridica (Ministeri, Scuole, ecc), Enti pubblici territoriali (Comuni), Consorzi costituiti tra Enti Pubblici territoriali (generalmente per gestire servizi tipo rifiuti, pulizia strade, trasporti), Camere di Commercio, Istituti Universitari, Asl, Ospedali e Simili.

Bisogna prestare attenzione a quegli enti che non si capisce se siano pubblici o meno. Nel dubbio conviene chiedere.

Che cosa succede dei registri IVA

L’IVA relativa a fatture in regime di Split Payment va indicata nel registro IVA Vendite ma non finirà nella liquidazione IVA periodica.


Come si registra in contabilità

Siccome l’IVA se la paga il cliente bisogna che riduciamo il credito nei suoi confronti.
E che allo stesso non aumentiamo l’IVA a debito.

Immagino che tutti i produttori di gestionale si stiano attrezzando per implementare la gestione delle fatture interessate dallo Split Payment.

In attesa del rilascio dell’aggiornamento (o se per qualsiasi motivo non si vuole usare la nuova funzionalità, ad esempio per integrazione del gestionale con altri sistemi che inseriscono le scritture direttamente) vediamo come agire.

Se l’imponibile è di mille euro e l’aliquota del 22% avremo:



Dove Diversi sono:

  • Ricavi: 1.000,00 €
  • IVA Vendite: 220,00 €

E poi diamo una bella ripulita con un’altra registrazione:


 
Con queste due scritture abbiamo quindi fatto tutto:
  1. il credito nei confronti del cliente è pari all’imponibile;
  2. abbiamo fatto passare l’IVA per il registro IVA Vendite;
  3. non dobbiamo versare noi l’IVA.

Con questo sistema a fine anno potrebbe essere difficile ricostruire quali fatture (e per che importi) sono state interessate dallo Split Payment. Se c’è questa esigenza, un trucco potrebbe essere di creare un conto di passaggio che chiamiamo ad esempio IVA Split Payment.

Dopodiché le registrazioni diventano:
 

Dove Diversi sono:
  • Ricavi: 1.000,00 €
  • IVA Vendite: 220,00 €



C’è una registrazione in più ma si è sicuri che l’IVA finisca nel registro IVA Vendite e consultando il mastrino IVA Split Payment si trovano a colpo d’occhio tutte le fatture in Split Payment.

Concludendo

Se hai altre indicazioni sullo Split Payment ti prego di condividerle per aiutarci reciprocamente a districarci in questa nuova emozionante avventura ;).
 
Autore
Andrea Veca
Sono nato nel 1967 a Milano dove ho frequentato con successo le elementari di via Stoppani. Qualche anno dopo, nel 1992, mi sono laureato in ingegneria elettronica, al Politecnico di Milano. Nel frattempo ho conseguito un master presso il centro Cefriel nell'area Network Systems; spiegare agli stranieri come il diploma di master sia arrivato prima della laurea è sempre motivo di grande divertimento. In attesa di servire lo Stato ho trascorso qualche mese a Vienna, lavorando per la società di consulenza Austroconsult (che bella Vienna, chi vi dice che è una città morta non ci è mai stato). Alla fine lo Stato l'ho servito e sono stato ufficiale di complemento in Marina: un anno a Roma a occuparmi di sicurezza dell'informazione, anzi di come sfondare l'altrui sicurezza dell'informazione (che bella Roma, chi vi dice che non è la città più bella del mondo non ci è mai stato). Congedatomi nel 1994 ho costituito Achab il 19 luglio insieme ad alcuni amici. Visione chiara, richiamo della missione, do or die, opportunità da non perdere? Macché: puro caso e poche idee (confuse). Verso la fine del 1998 padroneggiavo il concetto di fattura quando è cominciato il delirio dot com che ci ha fatto trascorrere due o tre anni pieni di follia e divertimento. Due tentativi di acquisizione, la possibile entrata nel capitale di una merchant bank (qualche giorno prima dell'undici settembre abbiamo pensato che non fosse il caso di concludere: è andata bene a entrambi) e una pletora di progetti assurdi in cui si lanciava con grande spregio dei fondamentali. Nel 2003 ci si è dati tutti una calmata. Nel 2007 ho costituito una nuova società, CiDica, destinata a rivoluzionare il modo in cui si erogavano i servizi IT. Ero fermamente determinato a non ripetere gli errori commessi ai tempi della nascita di Achab. E ho mantenuto questa promessa; in compenso ne ho fatto una valanga di altri per cui, visti i cieli plumbei del 2008, ho pensato di liquidare il tutto prima che qualcuno si facesse male. Oggi continuo a lavorare in Achab con grande soddisfazione. Lavoro attivamente a RadioAchab, il podcast per chi si occupa di IT. Appena posso vado a parlare da chi ha voglia di ascoltarmi. Se ti serve un keynote speaker, fammi un fischio. Mi trovi su LinkedInFacebook e Twitter. 31/1/2020: a Pontedera per festeggiare i quarant'anni di PC System Andrea Veca keynote speaker per i 40 anni di PC System 30/1/2020: a Cesenatico a parlare di Comanaged IT a #TCON2020, organizzata da T-Consulting Andrea Veca keynote speaker a TCon2020 organizzata da T-Consulting
Commenti (4)

Aggiungo che lo Split Payment si applica solo alle fatture emesse a partire dall’01/01/2015. Le fatture emesse nel 2014 e non ancora incassate verranno pagate integramente (spese tesoreria a parte …).

Inoltre, ad oggi, non sono ancora rese note modalità e tempi con cui richiedere il rimborso dell’iva. La normativa in vigore è fortemente penalizzante e rischiamo di avere grossi problemi nei flussi di cassa delle aziende (differenze temporali tra pagamento ed incasso iva).

Riporto alcune proposte che sono state avanzate per mitigare questi deleteri effetti tra cui:
a) avere un plafond d’iva proporzionale al fatturato PA nell’anno precedente;
b) acquistare tutti i prodotti destinati alla PA in regime di reverse charge visto che già devono essere tracciati tramite CIG e/o CUP.

Purtroppo ad un mese di distanza nessuno si è ancora espresso ….

Mario Danieli,

Io ho creato sezionale a parte e codice iva univoco che lego ai clienti PA, il nostro consulente sostiene che anche se l’Iva split payment non deve far parte della liquidazione iva a livello di calcolo deve comunque comparire come dicitura e importo sulla liquidazione. Qualcuno mi sa illuminare?!?!?

Michela Marandol,

Commento postumo: ringrazio Daniela B. che suggerisce giustamente di creare un nuovo sezionale per le fatture PA.
In questo modo non è necessario il conto ad hoc per distinguerle.

Andrea Veca,

Sono titolare ed amministratore di una piccola srl che lavora soltanto con la fornitura di beni alla pubblica Amministrazione, se non prendereanno immediati provvedimenti andra a finire che falliremo tutti i fornitori esclusivi di Pubbliche Amministrazioni. Non si può anticipare l’iva all’atto degli acquisti e poi dopo l’incasso spesso dopo una lunga attesa non incassiamo l’iva per poi recuperarla chissà quando e chissà come;
credo che quanto detto da Danieli sia utile una normativa che ci autorizzi ad "acquistare tutti i prodotti destinati alla PA in regime di reverse charge visto che già devono essere tracciati tramite CIG e/o CUP.

Nicolò Gancitano,

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