Backup, DR e business continuity

Un confronto tra backup e recupero dei dati – investire tempo ora per risparmiarlo in futuro

28 Maggio 2015

I servizi di recupero dei dati rappresentano sempre un'opzione nel caso in cu i tuoi dati business-critical dovessero andare perduti.
Francamente, però, se si arriva ad aver bisogno di questo genere di servizi significa che lungo la strada è stato compiuto qualche errore. Il recupero dei dati può funzionare, ma è parecchio costoso e raramente garantisce di poter ripristinare tutti i dati di cui hai bisogno.
Qual è dunque l'opzione migliore? È abbastanza semplice: se non puoi permetterti di perdere dati, salvali con un backup!
 
In questo articolo scopriremo come una strategia di backup completa e lungimirante possa salvaguardare i tuoi dati facendoti risparmiare tempo e denaro.




Come crescono i costi
I costi di un servizio di recupero dei dati possono oscillare significativamente in base alle circostanze della perdita dei dati stessi. Anche per un intervento relativamente semplice di livello consumer si parla comunque di svariate centinaia di euro. Per esempio il sito Geek Squad dichiara che i costi del proprio servizio possono superare i 1.450 dollari, e credimi quando ti dico che se dovessi aver bisogno di recuperare dati in ambito business molto probabilmente non ti rivolgeresti a Geek Squad!
 
Per un servizio di livello professionale i costi possono crescere rapidamente. Se il recupero deve essere compiuto da un array RAID, un dispositivo SAN o NAS oppure un server business-grade, la complessità dell'operazione è notevole.
È difficile persino trovare uno specialista disposto a fornire un preventivo per questo genere di interventi senza aver prima compiuto una valutazione completa della situazione specifica.
Spesso anche questa valutazione ha un costo. Dopo aver confrontato diverse stime ottenute online, possiamo calcolare che il costo del recupero da un array RAID o un server high-end si aggiri tra 1.000 e quasi 10.000 dollari.
 
Al confronto, implementare una soluzione di backup che consente un valore RTO/RPO sufficiente ti costa una frazione di questa cifra.
 
La licenza base di BackupAssist, per esempio, parte da un costo una tantum di 289 euro. Quando i dati business-critical della tua azienda valgono decine di migliaia o persino milioni di euro di fatturato, impegnarsi in una spesa di questo genere è una decisione pressoché automatica.
Spendere una piccola cifra oggi può farti risparmiare moltissimo se le cose dovessero prendere una brutta piega.

C'è anche un costo in dati
Come detto prima, è del tutto possibile che il valore dei tuoi dati mission-critical possa essere di decine o centinaia di migliaia di euro.
Questo significa che l'altra domanda che devi porti non è solo quanto può costarti il recupero dei dati, ma anche quanti dati puoi essere in grado di recuperare!
 
La tecnologia e le capacità di recupero dei dati hanno compiuto notevoli progressi negli ultimi vent'anni. Ci sono molte situazioni in cui è possibile recuperare i dati per quanto la situazione possa suggerire il contrario; pensiamo che sono riusciti persino a recuperare quasi il 99% dei dati di uno degli hard disk andati distrutti a seguito del tragico incidente dello shuttle Columbia nel 2003 – e con una tecnologia di oltre dieci anni fa! Certo, in quel caso il lavoro ha richiesto anni, un tempo che la maggior parte delle aziende non può permettersi di perdere restando ferma, ma di questo parleremo dopo.
 
Il punto è che sì, i servizi di recupero dei dati sono spesso molto efficaci; sfortunatamente, però, di rado raggiungono un'efficacia del 100%. E per la maggior parte delle aziende anche una piccola percentuale di dati business-critical perduti può avere conseguenze significative.
I backup, d'altra parte, garantiscono di avere sempre a portata di mano i dati necessari e di poterli ripristinare in modo veloce e completo (sempre che i valori di RPO siano stati valutati e rispettati correttamente). Con BackupAssist, un RPO può essere anche di soli 5 minuti nelle giuste circostanze.

Per non parlare del downtime…
L'abbiamo detto e lo ripetiamo: il downtime è mortale. Quando ripristini dei dati, devi essere sicuro di poterli rimettere in linea entro una finestra temporale che non danneggi l'attività della tua azienda.
Purtroppo, con la maggior parte dei servizi di recupero dei dati non puoi fare affidamento su questo elemento.
 
Come accade con i prezzi di cui abbiamo parlato prima, anche i tempi di recupero possono variare enormemente. Guardando ancora una volta alle stime che abbiamo ottenuto online, possiamo calcolare una media di 5 giorni lavorativi per la maggior parte degli interventi, di cui alcuni possono richiedere solo 48 ore a fronte di altri che impegnano una settimana o più. Tutto dipende dalle circostanze. Come visto prima, recuperare i dati da un hard disk precipitato dallo spazio può richiedere anni!
Per la maggior parte delle aziende un downtime dei dati critici lungo anche solo 48 ore può essere inaccettabile; non parliamo di un blocco di oltre una settimana!
 Confrontiamo queste tempistiche con quelle di una buona soluzione per il backup il cui RTO è spesso inferiore all'ora di tempo, in alcuni casi anche solo qualche minuto.

Davvero, non c'è paragone.
In ultima analisi, il recupero dei dati è un'ultima spiaggia che si può percorrere solo quando si verifica il peggio del peggio. Ma se intendi giustificare la mancanza di backup con la possibilità di procedere a un recupero dei dati, allora devi ripensare per bene il tuo approccio alla protezione dei dati.
 
 
(Tratto dal blog di BackupAssist)
 

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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