Cybersecurity

Violato l’App Store di Apple: cosa dobbiamo imparare

01 Ottobre 2015

È recente la notizia che l'App Store di Apple è stato violato e sono state approvate da Apple, e quindi caricate sullo store, delle applicazioni "sospette".
Piuttosto che gridare allo scandalo o inveire contro Apple o altri ci si deve arrendere all'evidenza e si deve definitivamente prendere coscienza di due fatti.




Il primo, forse più importante, è che niente e nessuno è al riparo da pirati, hacker e “truffatori”, non esiste la sicurezza assoluta al 100% e non esiste il sistema perfetto e inviolabile.  Ci sono sistemi più sicuri e altri meno sicuri, ma l’attacco allo store della casa di Cupertino è un evidente testimonianza di quanto ho scritto.

Il secondo aspetto riguarda la percezione degli utenti circa l’antivirus e la sicurezza. Se avere un antivirus sul computer è prassi ormai consolidata per tutti, sia per gli utenti business sia per gli utenti consumer, non si può dire lo stesso per i software di sicurezza sul cellulare.

Quasi mai infatti si pensa che le stesse minacce che esistono sul PC possano colpire anche il mondo mobile,  invece il malware per smartphone sta aumentando.
Un antivirus sicuro e un browser “attento” alla navigazione e in grado di bloccare siti sospetti sono già un buon passo avanti; ma forse non è sufficiente.

Come facciamo infatti a sapere a priori se un’app che stiamo scaricando è dannosa oppure no?
Serve un antivirus che offra un’efficace protezione dalle minacce anche per il mondo mobile: sicurezza nella navigazione tramite browser e “censimento” della pericolosità delle app che si scaricano.
L’unico aspetto “positivo” dell’attacco allo store di Apple è che sono andate in giro app contenenti pubblicità e non vere e proprie truffe, per cui il danno oggettivo degli utenti è stato limitato.

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
Commenti (2)

Ciao Claudio,
tutto bene?
webroot mobile per Windows phone 8.1 è in previsione di uscita o no?
grazie ciao,
Marco.

Marco Battistini,

@Marco: Webroot per mobile non è disponibile per Windows phone.

Claudio Panerai,

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